Indovina Torino

IndovinaTorino.jpg (31012 byte)

linea-verticale.jpg (7048 byte)
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Indovina Torino
di Ugo Sartorio

Succede a molti giornalisti. Passano la vita a galoppare dietro i fatti di cronaca, come se sentissero sul collo il fiato inesorabile di lettori sempre più avidi quanto indifferenti. Poi, ad un tratto, li colpisce una specie di orrore dell’effimero quotidiano, ed hanno bisogno di storia come di un antidoto alla cronaca. Così è accaduto a Ugo Sartorio, il quale ha scelto per le sue spigolature tra fatti e fatterelli, monumenti e personaggi della storia torinese il sistema del quiz: più attuale di così! Il quiz è diventato la forma del sapere privilegiata dalla
TV, nel partecipare ad un concorso per un posto di lavoro qualunque devi tirare a indovinare fra tre o quattro risposte preconfezionate ad una domanda impossibile, e perfino i CD-ROM "impegnati" condiscono Musei e itinerari culturali con giochini interattivi. Ben venga comunque l’indovinello, se servirà a rendere Avogadro un po’ meno fantasma di quanto risulti dagli ostici libri di scuola, a rievocarci "la mendicità istruita" o "l’imbarcadero di Genova", a rendere il Genio alato della Scienza sul monumento di piazza Statuto un po’ più significativo di quanto non sia agli occhi dei torinesi immemori, e così via per luoghi e persone. A proposito del Genio di piazza Statuto, va riconosciuta la bravura fotografica di Sartorio, che è personalmente autore di tutte le immagini del volume. Il giovinetto bronzeo modellato da Odoardo Tabacchi regge in mano una penna con la quale ha appena scritto su una roccia, in caratteri dorati, i nomi dei tre ingegneri del traforo del Fréjus. Pochissimi sanno che c’è un momento della giornata in cui l’ombra della penna va a cadere esattamente sui nomi, rendendo più visibile e suggestivo il gesto con cui il Genio consacra a imperitura memoria Sommellier, Grattoni e Grandis. Sartorio ha evidentemente fatto la posta al monumento finché l’ombra è arrivata al punto giusto, ed ha scattato l’immagine. Questo significa entrare attraverso la macchina fotografica nello spirito dell’oggetto su cui si apre l’obiettivo. E così tutte le altre inquadrature e angolazioni sono ispirate da una sapiente ricerca di originalità.Non resta che porre a nostra volta un quesito. Quante delle 70 domande bisogna aver centrato per poter essere considerati medio, buono, ottimo, eccellente conoscitore di Torino? Lo scadente conoscitore, non nominiamolo per scaramanzia: potrebbe essere una amara sorpresa constatare che la maggioranza dei lettori non risponderà esattamente a più di dieci quiz. Questo libro può aiutarli a risalire la classifica.

   Roberto Antonetto

Pagg 344   - formato 16 x 22 - Cartonato - Fotografie a colori - ESAURITO